venerdì 4 gennaio 2008

Audacia


C’è una verità elementare la cui ignoranza uccide
innumerevoli idee e splendidi piani:
nel momento in cui uno si impegna a fondo,
anche la Provvidenza allora si muove.
Infinite cose accadono per aiutarlo,
cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute…
Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare,
incominciala.
L’audacia ha in sé genio, potere e magia.
Incominciala adesso.

J.W.Goethe, Divano orientale occidentale

giovedì 3 gennaio 2008

Ricchezza e povertà



..."E' una bella cosa" egli dice "la povertà accettata con animo lieto". Ma, se è ben accolta, non è più povertà. E' povero non chi possiede poco, ma chi brama avere di più. Che conta quanto uno abbia nella cassaforte o nei granai, quanti armenti abbia al pascolo o quanto gli rendano i crediti, se pensa sempre alla ricchezza altrui e fa calcoli, non su quello che possiede, ma su quello che vorrebbe acquistare? Mi chiedi quale sia il giusto limite della ricchezza. Avere anzitutto l'indispensabile, poi ciò che basta...

Seneca, L'arte di vivere

domenica 16 dicembre 2007

Apple - Here's to the crazy ones

Itaca


Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d'incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d'ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.


Costantinos Kavafis

Mark Twain


Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite

sabato 29 settembre 2007

Gegè


Il tono era di scherzo, non nego, per via di quel maledetto estro. E poteva anche parere che io parlassi con tanta fatuità: lo riconosco. Ma le proposte di un Gegè medico o avvocato o professore e perfino deputato, se potevano far ridere me, avrebbero potuto imporre a lui, io dico, almeno quella considerazione e quel rispetto che di solito si hanno in provincia per queste nobili professioni così comunemente esercitate anche da tanti mediocri coi quali, poi poi, non mi sarebbe stato difficile competere.

La ragione era un’altra, lo so bene. Non mi ci vedeva neanche lui, mio suocero. Per motivi ben altri dai miei.

Non poteva ammettere, lui, ch’io gli levassi il genero (quel suo Gegè ch’egli vedeva in me, chi sa come) dalle condizioni in cui se n’era stato finora, cioè da quella comoda consistenza di marionetta che lui da un canto e la figlia dall’altro, e dal canto loro tutti i socii della banca gli avevano dato.

Dovevo lasciarlo così com’era, quel buon figliolo feroce di Gegè, a vivere senza pensarci dell’usura di quella banca non amministrata da lui.

E io vi giuro che l’avrei lasciato lì, per non turbare quella mia povera bambola, il cui amore mi era pur così caro, e per non cagionare un così grave scompiglio a tanta brava gente che mi voleva bene, se, lasciandolo lì per gli altri, io poi per mio conto me ne fossi potuto andare altrove con un altro corpo e un altro nome.

Luigi Pirendello - Uno nessuno e centomila

domenica 9 settembre 2007

Erodoto


Queste persone, così utili agli altri, in realtà sono infelici perché sostanzialmente sole. Certo, nella loro continua ricerca di altra gente, scoprono spesso in questo o quel paese persone simili a loro, di cui sanno tutto e che conoscono a fondo. Poi, una mattina, si svegliano sentendo che niente più li lega a quella gente e che niente li trattiene dall'andarsene anche il giorno stesso. Di colpo sentono il richiamo di altri lidi e altre genti, e ciò che ancora ieri li appassionava oggi è diventato insipido e insignificante.
Non si legano profondamente a niente, non mettono mai radici. La loro empatia è sincera ma superficiale. A chiedere loro quale tra i paesi visitati preferiscano, non sanno cosa rispondere. Quale? Un po' tutti, visto che in ciascuno c'è qualcosa di interessante. in quale vorrebbero tornare? Nuovo imbarazzo: non se lo sono mai chiesto. Quello che sicuramente vogliono è ripartire, tornare in pista. in fondo desiderano solo viaggiare.

Non si sa esattamente che cosa spinga l'uomo a girare il mondo. la curiosità? il desiderio di avventura? Il continuo bisogno di essere stupito? Chi perde la capacità di stupirsi è un uomo interiormente morto. Chi considera tutto un déjà vu e non riesce a stupirsi di niente, ha perso la cosa più preziosa, l'amore per la vita

Ryszard Kapuscinsky - In viaggio con Erodoto